Monastero di San Bruzio
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L’affascinante volto inesplorato della Toscana: il Monastero di San Bruzio

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Distante dai circuiti turistici più battuti e conosciuti, si cela una Toscana misteriosa ed estremamente affascinante, depositaria di storie e bellezze sia naturalistiche che artistiche, che niente hanno da invidiare alla parte più popolare e rinomata della regione. E’ questo il caso dell’ Abbazia di San Bruzio

Si tratta di un antico luogo di culto, o meglio, ciò che resta dell’Abbazia di San Bruzio, che deve il nome alla contrazione derivante dalla Chiesa di San Tiburzio di Malliano. Le rovine di questo splendido gioiello architettonico, si trovano nel cuore della maremma toscana più autentica e incontaminata, non distante dalla graziosa località di Magliano in Toscana, provincia di Grosseto.

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Il Monastero di San Bruzio a Magliano in Toscana, provincia di Grosseto (Photo Credit: Una Lente in viaggio)

Il Monastero di San Bruzio, un mistero ancora non svelato a partire delle sue origini

Circa le origini di questa costruzione esistono diverse ipotesi. C’è chi attribuisce l’opera nel secolo XI° ai Camaldolesi. Molto più probabilmente invece, con il termine San Bruzio Camaldolese, si intende indicare che nel 1700 San Bruzio e il terreno su cui è eretto, fossero di proprietà dei Camaldolesi, prima dell’esproprio da parte napoleonica.

Ciò che al contrario sembra mettere tutti d’accordo, perché ritenuta la versione più accreditata, è l’attribuzione della sua realizzazione ai benedettini. Fonti certe, vedono il Monastero perfino coinvolto con l’ordine dei Templari. Si pensa che nel 1253 il Conte Guglielmo II° degli Aldobrandeschi, si sia ritirato all’interno della canonica, dopo il matrimonio della figlia Margherita con Brunaccio da Montelaterone.

Il paragone è un po’ azzardato, ma come nella imponente e più conosciuta Abbazia di San Galgano, anche nella piccola e seducente Abbazia di San Bruzio, è possibile vedere il cielo dall’interno. La cupola ottagonale sull’abside, è infatti priva della calotta. Posizionandosi centralmente e guardando verso l’alto, si rimane affascinati sia dal gioco di luce che dai colori, dati dall’unione della pietra con il cielo sovrastante.

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Cortina muraria esterna del Monastero di San Bruzio (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

Anticamente il Monastero presentava una pianta a croce latina, che purtroppo non ha resistito all’incessante logorio del tempo. Ciò non toglie, che si può comunque presumere quale fosse il suo aspetto iniziale. Tutto questo, grazie agli elementi architettonici sopravvissuti, come l’abside, le pareti orientali del transetto, nonché gli archi, che sostenevano la cupola con i pennacchi da cui si formava la calotta ottagonale.

Della struttura originaria si possono altresì ammirare i bellissimi capitelli dei semipilastri decorati con teste antropomorfe, fiori e fogliami, oltre all’elegante decorazione posta nell’abside. La cortina muraria esterna, presenta degli imponenti blocchi squadrati in travertino.

Guardando con attenzione, si può inoltre scorgere vicino a una nicchia una pittura in tinta rossa. Quest’ultima richiama alla memoria l’antico gioco dell’alquerque. E’ considerato il lontanissimo antenato della dama ed originario – con tutta probabilità – del Medio Oriente. 

Un luogo mistico e misterioso

Sarà per la posizione isolata in cui si trova, o per il fascino che sprigiona, oppure, perché ho deciso di visitarlo da sola, ma questo minuscolo edificio attrae e incuriosisce al tempo stesso.

L’itinerario da percorrere per raggiungere il Monastero è suggestivo. Per raggiungerlo, si percorre una strada sterrata bianca che si guadagna spazio tra la natura inviolata. I numerosi olivi secolari che circondano i resti di San Bruzio, sembrano vigilare e proteggere questo luogo così mistico, che induce involontariamente al silenzio. La sensazione di trovarsi in un posto speciale avvolti da un alone di mistero, è palpabile. 

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La strada bianca sterrata che conduce all’Abbazia di San Bruzio (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

Il turbinio di emozioni che travolge chi visita il sito, pare essere comune a molti. Nel corso del tempo, infatti, il monastero ha generato sempre molto interesse, attivando così le più fervide fantasie degli uomini. Tutto questo ha contribuito a creare storie leggendarie e credenze popolari, che si celano e intrecciano alla storia originale del luogo. Talvolta i racconti si rifanno a fatti probabilmente accaduti. Come però spesso accade, nei secoli le storie assumono un’evoluzione di stampo fantastico, forse perché tramandate ingigantendone gli eventi dai narratori. 

Il volto onirico e segreto del Monastero di San Bruzio

Una delle tante dicerie arrivate fino ai nostri giorni, riporterebbe che San Bruzio fosse il posto dove le suore andavano in gran segreto a partorire i figli illegittimi, frutto di relazioni o violenze subite. Data la posizione isolata, si racconta che il Monastero fosse l’ambientazione ideale dove dare alle luce i bambini. E’ ragionevole infatti pensare, che nessuno avrebbe mai udito le urla indotte dai dolori del travaglio

Alcuni di questi bambini, venivano affidati alle cure di famiglie che li avrebbero successivamente adottati, garantendo di serbare il segreto circa il loro concepimento. Altri invece, subivano la scelta sconsiderata di un destino già tristemente segnato. I nascituri venivano difatti abbandonati alla nascita in prossimità dell’abbazia. Si narra che a questo proposito, si odano ancora oggi i pianti disperati dei neonati provenire dalle mura del monastero. C’è addirittura chi afferma di aver visto i loro volti materializzarsi dalle pareti.

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Lo splendido olivo secolare accanto all’Abbazia di San Bruzio (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

L’Incontro con il Destino

Ciò che forse più di tutte le narrazioni precedenti, rende l’Abbazia di San Bruzio un luogo particolarmente misterioso e contemplativo, è la leggenda che riguarda un tema assai spigoloso. Si tratta di un’incognita esistenziale che genera molti interrogativi dalla notte dei tempi, temuta ma al contempo bramata. Mi riferisco niente di meno che all’incontro con il proprio Destino.  

Secondo la tradizione, il Destino si mostrerebbe in questo punto specifico, solo alle anime più meritevoli che conservano un cuore puro

La leggenda descrive la storia di una fanciulla a cui il Destino si manifestò, perché invocato da quest’ultima affinché salvasse l’innamorato morente. La richiesta accorata della giovane fu esaudita, perché fatta con animo sincero da un cuore puro.

La fanciulla fu talmente grata per la grazia ricevuta, che offrì a San Bruzio la propria vita in cambio di quella dello spasimante, che era stato risparmiato. Fu questo il pegno da pagare per aver sovvertito le sorti del fato nei confronti dell’innamorato. Del resto come tutti sappiamo, il destino è per legge divina predeterminato e immutabile.

Si racconta che in certe notti particolari, si riesce a distinguere un’ombra che si aggira tra le mura del monastero. Si tratta del giovane un tempo sottratto alla morte. Pare che l’anima del ragazzo si disperi per il rimorso e invochi il Destino, affinché gli restituisca la sua amata. Avendo però fatto soffrire la fanciulla, ha inesorabilmente macchiato il cuore della giovane, e, come la leggenda narra, il Destino di San Bruzio ascolta ed esaudisce solo i puri di cuore. 

 

6 commenti

  • Sara bontempi

    Pensare che non abitiamo nemmeno così lontano dal Monastero di San Bruzio, eppure non solo non ci siamo mai stati ma nemmeno lo conoscevo. Davvero interessante, prossima gita fuori porta organizzata!

    • Daniela

      Ciao! Mi fa davvero piacere averti fatto scoprire questa piccola ed affascinante perla nel cuore della Maremma 😊 sono certa ti affascinerà!

  • La Kry

    Mi si è accesa improvvisamente un lampadina! Fino ad ora mi ero completamente scordata di esserci stata! Probabilmente ero stata trascinata da ragazzina, contro la mia volotà, dai miei genitori che cercavano… funghi, minerali, piante, orchidee spontanee… non mi ricordo che cosa cercassero quel giorno ma almeno io ero potuta rimanere nei pressi del monastero evitando di aggirarmi per le fresche frasche!🤣

    • Daniela

      😂 felice di averti fatto riaffiorare un ricordo! Più che l’incontro col destino, il monastero ti ha salvato dal “destino” di quella escursione 😄

  • Eliana

    Sono stata in Maremma la scorsa estate ma non avevo mai sentito parlare di San Bruzio! Mi piacciono i luoghi sconosciuti ai più e di prossimità come questo quindi me lo segno per un prossimo viaggio in Toscana!

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