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Una Lente in Puglia: prima tappa Ostuni, cronistoria di una calda estate italiana.

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Dopo aver trascorso le ferie dell’ultimo decennio al fresco clima delle terre scandinave,  ho scelto anche quest’anno l’Italia come meta per le mie vacanze. Forte del fatto che la canicola fiorentina mi ha giornalmente temprata alle alte temperature, ho deciso di optare per la bellissima Puglia. E’ un territorio che a mio avviso racchiude in sé tutto quello a cui amo dedicarmi in vacanza: natura, patrimonio culturale ed ovviamente, buon vino ed ottimo cibo!

Lo stile barocco si fonde con l’inconfondibile pietra leccese, ed il bianco candido degli edifici regna sovrano ed incornicia il Salento. E’ un territorio tutto da scoprire tra la Valle d’Itria e la costa tarantina. Le località prescelte sono Ostuni, Lecce e Maruggio, a cui dedicherò tre articoli distinti.

Come muoversi in Puglia

L’idea iniziale era quella di realizzare un viaggio nel viaggio, possibilmente sostenibile e consapevole. Sono una fanatica dei programmi di viaggio fai-da-te. Amo cercare ed approfondire con cura ogni dettaglio della vacanza; è la remota eredità dei vecchi studi delle scuole superiori.

Dopo aver minuziosamente studiato il territorio pugliese, decido di spostarmi dove possibile, su rotaia e/o mezzi di collegamento pubblici. Secondo il mio progetto,  almeno sulla carta, mi avrebbero permesso di visitare agevolmente le località designate.

Purtroppo, malgrado la buona volontà, ho dovuto pressoché da subito abbandonare l’idea, in quanto i trasporti pubblici si sono rivelati impraticabili nella maggior parte dei miei spostamenti. Ritardi, corse mancate, e/o collegamenti assenti, possono seriamente compromettere l’itinerario. Tutto questo costringe il volenteroso malcapitato, a rinunciare a parte del programma di viaggio. 

Una terra meravigliosa come la Puglia, meriterebbe a prescindere di avere una rete di collegamenti adeguati, soprattutto in virtù dell’enorme mole di turismo che accoglie in ogni stagione dell’anno, e principalmente nei mesi estivi

Raggiungere la Puglia in treno è fattibile. Sebbene si tratti di un tragitto lungo, è piacevole e con costi relativamente contenuti, ma per i collegamenti interni, è vivamente consigliato affidarsi al noleggio di un’automobile. Per brevi spostamenti, è possibile utilizzare un’auto con conducente in sostituzione ai taxi. Questi ultimi sono però presenti solo nelle grandi città.

Ogni info point o proloco possiede un elenco di nominativi da contattare. Essendo però un servizio poco sfruttato non sempre saranno disponibili. Potreste trovarvi in una meravigliosa località come Cisternino nel giorno di Ferragosto – come accaduto a me, ad esempio – e non sapere come tornare alla base. A proposito, uno speciale ringraziamento a Renza della Proloco di Cisternino, senza la quale, probabilmente oggi sarei ancora a vagare per i vicoli, chiedendomi come rientrare ad Ostuni!

Ostuni la città bianca

Come anticipato, la prima tappa della mia vacanza in Puglia, è stata l’affascinante Ostuni. Da Firenze Santa Maria Novella, sono partita con treno Italo diretto a Bari, dopodiché ho raggiunto Ostuni, con treno regionale Trenitalia. Mi è stato chiaro fin da subito perché la chiamino “la città bianca“. Nonostante l’accoglienza sotto una pioggia torrenziale, il colpo d’occhio dato dal bianco candido del suo centro storico, è a dir poco ipnotico.

Per raggiungere la città vecchia dalla stazione ferroviaria, è necessario avvalersi di un’auto con conducente, che troverete parcheggiati nel piazzale esterno alla stazione. Costo del tragitto, circa € 20,00.

Ostuni è un piccolo gioiello italiano, che vale davvero la visita. Se soggiornerete come me all’interno della città vecchia, l‘utilizzo dell’auto non è necessaria. E’ una cittadina da visitare ed ammirare rigorosamente a piedi, a meno che non siate amanti del brivido.

Guidare tra gli stretti e scoscesi vicoli è un’esperienza da evitare se non si è avvezzi, considerando che alcuni di questi, sono talmente angusti da impedire addirittura il passaggio di un’automobile. Il mio consiglio qualora arriviate in auto, è quello di posteggiare in uno dei parcheggi a pagamento appena fuori le mura.

Cenni storici e curiosità

Esiste un comune denominatore, che a mio avviso caratterizza le località pugliesi visitate: non prefiggersi un itinerario rigido da seguire, ma perdersi tra le bellezze tipiche dei luoghi. Una volta stabiliti i monumenti, musei e attrazioni principali da vedere, ho lasciato che fosse l’istinto a guidarmi tra le pittoresche viuzze di Ostuni. Ho scoperto anfratti e scorci favolosi.

Le origini dei primi insediamenti nel territorio, sono molto remoti e si ritiene risalgano addirittura al paleolitico e neolitico. Il primo nucleo cittadino ad opera dei Messapi, fu edificato intorno al VII° secolo a.C.. Probabilmente, non si trovava dove attualmente sorge il comune di Ostuni, ma bensì a pochi chilometri di distanza e direttamente sulla costa, diventando così un fiorente punto di scambio.

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Ostuni, vista panoramica (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

A seguito delle numerose invasioni barbariche provenienti dal mare, la popolazione fu costretta a spostarsi nell’entroterra. Si edificò su tre rupi scavate nella roccia, sopra i resti di una preesistente città risalente al I° e II° secolo d.C.. La tradizione riporta che il nome Ostuni, derivi tra l’altro al greco “Astu-neon”, e significa città nuova.

Ostuni divenne una fortezza inespugnabile. A testimonianza dei vari domini dagli Ostrogoti ai Longobardi, fino ai Normanni, e successivamente Isabella di Aragona, noterete passeggiando per i vicoli, che la città bianca conserva singolari unicità architettoniche. Tutto questo ne evidenziano la sua straordinaria storicità.

All’interno delle mura, la vita si svolgeva con un ordine gerarchico prestabilito, anche per quanto riguarda le abitazioni. Osservando con attenzione, non vi sarà sfuggito che man mano che si sale verso l’alto del centro storico, le case cambiano aspetto gradualmente. Non è un caso infatti che la classe sociale più povera, vivesse all’interno di grotte, scavate nel sottosuolo ed ai piedi delle rupi.

Visitando Ostuni, è impossibile non notare che la maggior parte delle porte della città vecchia, sono principalmente dipinte di tre colori: verde, azzurro e marrone.

Le porte in questione, che a prima vista potrebbero sembrare tinteggiate a scopo ornamentale, avevano al contrario una funzione specifica. Queste ultime identificavano il tipo di attività a cui le famiglie si dedicavano. Le porte verdi indicavano gli agricoltori, le azzurre i pescatori, ed infine le porte marroni erano destinate ai falegnami.

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Le porte colorate di Ostuni (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

Altra curiosità riguarda la calce bianca che predomina ovunque, mura di cinta incluse. Viene tutt’oggi rinnovata ogni anno. La pratica di verniciare le mura di bianco risale al medioevo, quando l’Italia e l’Europa furono entrambe colpite dalla peste nera. Solo alcuni edifici non rientravano in questa abitudine, ed erano rispettivamente le costruzioni destinate al clero, ai militari e all’alta borghesia.

L’anno 1656, si contraddistinse come uno dei più funesti per il mezzogiorno italiano. Il Regno di Napoli così come la Puglia, furono letteralmente travolte da una lunga e terribile epidemia di peste bubbonica. Pochissimi paesi sfuggirono al contagio, tra questi Ostuni e la Val d’Itria. 

L’evento eccezionale fu accolto dalla popolazione, come un atto miracoloso ad opera di Sant’Oronzo, protettore e compatrono della città. Nella realtà dei fatti, il merito è da attribuirsi alla pratica di tinteggiare di bianco i muri della città. La calce viva possiede difatti importanti proprietà disinfettanti naturali.

Cosa vedere a Ostuni

Durante il soggiorno suggerisco di visitare oltre il Museo Diocesano, il Museo di civiltà preclassiche della Murgia meridionale, all’interno della Chiesa di San Vito Martire. Il museo ospita un cospicuo numero di reperti archeologici di vario genere e periodi. Sono inoltre presenti tombe a camera di età messapica, nonché due percorsi dedicati alle Grotte di Sant’Angelo e Santa Maria di Agnano. Entrambe le grotte sono visitabili, e si trovano a pochi chilometri dalla cittadina.

Delia, la Donna di Ostuni, la mamma più antica del mondo

La Grotta di Santa Maria d’Agnano è particolarmente conosciuta nel mondo dell’archeologia, perché al suo interno è stata rinvenuta nel 1991 dal paleontologo Professor Donato Coppola, la conosciuta Donna di Ostuni. E’ considerata la mamma più antica del mondo. Si tratta di un ritrovamento unico ed eccezionale risalente tra i 20.000 ed i 28.000 anni fa. Consiste nello scheletro perfettamente conservato di una giovane donna di circa 20 anni e del suo feto, deceduta allo stato terminale della gravidanza.

Popolarmente conosciuta anche con il nome di Delia, in onore della moglie del suo scopritore, entrambi gli scheletri sono conservati all’interno del museo. E’ inoltre presente un diorama che ricostruisce fedelmente la grotta ed il calco di Delia, per come gli studi rivelano sarebbero state le sue sembianze.

Il corpo deposto al tempo con grande cura, era adornato di svariati oggetti ed utensili, tra cui gioielli ed un copricapo interamente realizzato con conchiglie. Adagiato in posizione fetale all’interno della grotta, presentava un braccio sotto la testa, e l’altro sopra il ventre, come nell’atto di proteggere il feto

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Cattedrale di Ostuni ed il suo prezioso rosone (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

Percorrendo le affascinanti stradine che si intersecano come in un labirinto, dedicate una sosta alla visita della Cattedrale di Ostuni. E’ uno splendido esempio di architettura gotico-romanica fiorita, costruita dopo la metà del 1400. Predomina nella facciata interamente realizzata in pietra leccese, un imponente e bellissimo rosone in stile gotico, considerato tra i più grandi al mondo. Quest’ultimo è candidato insieme ad altri straordinari rosoni di cattedrali pugliesi, al riconoscimento come patrimonio Unesco. Al suo interno si trovano tre navate sorrette da colonne in pietra con capitelli in stile ionico. Anche i soffitti sono finemente dipinti. Particolarmente interessante sono inoltre il fonte battesimale in marmi policromi del XVIII secolo, nonché le preziose cappelle in stile barocco.

Tenendo la Cattedrale alle spalle, potrete ammirare lo splendido arco in pietra il cui scopo era quello di collegare l’ex seminario al palazzo vescovile. Conosciuto come “la loggia“, l’arco era originariamente in legno, ma poi sostituito con quello attuale nel 1750 per volere del Cardinale Scoppa. Una lapide posta centralmente ne ricorda l’evento.

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La loggia di Ostuni (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

Arrivando nell’ampia e sempre gremita Piazza della Libertà, punto nevralgico di Ostuni, noterete subito il maestoso obelisco di Sant’Oronzo. Inaugurato nel 1771, viene chiamato semplicemente “la guglia“. E’ scolpito in stile barocco con la magistrale statua raffigurante il Santo, che con i suoi venti metri circa di altezza, sembra dominare e vegliare sulla città.

Ogni anno tra il 25 ed il 27 agosto si tiene l’evento più atteso, ovvero la festa dedicata al Santo, che prende il nome di Cavalcata di Sant’Oronzo. Si tratta di uno spettacolo unico, in cui un corteo di cavalieri vestiti a festa ed in sella a splendidi cavalli bardati, sfilano per le vie della cittadina scortando la statua del Santo. 

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La guglia: l’obelisco dedicato a Sant’Oronzo in Piazza della Libertà (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

Entrate e visitate la Chiesa di San Francesco d’Assisi, edificata nel 1304 fa parte dell’antico complesso monastico dei frati francescani. Pur conservando alcuni tratti di stile gotico, la facciata fu riprogettata nel 1883 dall’architetto Gaetano Jurleo. L’interno a navata unica, comprende stucchi pregiati ed una bella cupola, oltre ad un mirabile altare maggiore con balaustra in marmo.

Arrivando in Via Bixio Continelli, dedicate una breve sosta alla piccola seppur particolare chiesa di San Giacomo di Compostela. Non di facile visibilità perché posta sotto un pontone, è una costruzione risalente al 1423. Il suo segno distintivo è dato dall’incantevole archivolto in stile gotico, con ricami floreali ed antropomorfi. 

Proseguendo tra le bellezze di Ostuni, immancabile è una passeggiata lungo le mura aragonesi. Queste ultime delimitano la città vecchia, e regalano viste mozzafiato sul panorama circostante che si estende dalla piana degli ulivi fino al mare. Edificate tra il il 1350 ed il 1356 dagli Angioini, furono ampliate dagli Aragonesi a fine 1400. Le mura intervallate da torrioni conservano numerose feritoie, dalle quali con tutta probabilità la città si difendeva dalle invasioni. Era difatti proprio da queste aperture che veniva versato sul nemico olio bollente, pece o pietre. Sono solo due le porte di accesso ancora presenti (Porta Nova e Porta San Demetrio), ma in origine erano quattro.

Lungo il percorso guardando la vallata, all’altezza della bellissima Chiesa della Madonna della Grata – monumento risalente ai primi del Novecento che merita la visita – noterete un’installazione contemporanea. Si tratta de “Il grande sole” dell’artista Bernardo Palazzo. L’opera intende unire in un progetto sperimentale arte, agricoltura sostenibile e territorio. La scelta della sua collocazione non è casuale. Si trova infatti e precisamente all’interno degli orti urbani comunali, che, nati nel Medioevo, sono stati recentemente recuperati per valorizzare la biodiversità orticola del territorio.

Generalmente non mi affido a visite guidate e/o attrazioni tipicamente turistiche, ma devo ammettere che il giro con l’ape calessino, è una proposta divertente che suggerisco di provare almeno una volta. Il nostro driver e guida, Alessandro di Ostuni Touring, oltre ad essersi rivelato molto preparato e particolarmente simpatico, ci ha scorrazzato per 40 piacevoli minuti, ed il tempo è volato. Il costo per due persone è di € 50,00.

Cosa vedere nei dintorni di Ostuni

Nelle immediate vicinanze di Ostuni, recatevi alla Masseria Brancati. Al suo interno si trova uno spettacolare uliveto monumentale di piante ultrasecolari. Tra queste, la masseria vanta anche circa 1000 piante millenarie coltivate ad agricoltura biologica.

Scoprite anche il Parco delle Dune Costiere, dove perdervi nella natura rigogliosa tra sentieri in paesaggi da cartolina, ammirando numerose specie animali e vegetali.

Ultima, ma non ultima della lista è Marina di Ostuni, con il suo mare cristallino e le numerose ed incantevoli calette, nonché il caratteristico porto di Villanova.

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Cisternino, il borgo che dondola (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

A circa 15 km da Ostuni, si arriva a Cisternino. E’ stata una piacevole scoperta, ed è evidente che l’amministrazione comunale ed i suoi abitanti, la custodiscono come fosse un giardino prezioso. Lo definirei un borgo da ammirare con il naso all’insù! Rimarrete entusiasti delle simpatiche e suggestive altalene mosse dal vento, che poste all’interno dei vicoli riportano tutte una massima o un aforisma diverso. Il borgo che dondola, così appare scritto su ogni altalena installata a Cisternino, è impreziosita da coloratissimi fiori e stencil, nonché scritte evocative ovunque.

Dove mangiare ad Ostuni

Come ogni località turistica, c’è l’imbarazzo della scelta su dove mangiare. Personalmente consiglio la caratteristica Osteria Pizzeria Sant’Oronzo in pieno centro storico, le sue eccezionali bombettesi sono rivelate le più buone assaggiate in tutto il mio soggiorno. 

Per uno sfizioso break nel corso della giornata provate Evò, il tagliere di specialità tipiche composto da salumi, formaggi e fritti, oltre che abbondante è davvero delizioso.

Se desiderate gustare una buonissima pizza cotta a legno, intrattenendovi in un locale raccolto e tranquillo  del centro storico o usufruendo le servizio da asporto, suggerisco Rosso Pizza. Impasto davvero lodevole con l’alternativa di alcune varianti come i cereali.

Per gli amanti dei dolci, assolutamente consigliata la Pasticceria da Pasquale il luogo ideale per i più golosi dove deliziarsi con realizzazioni tipiche ed artigianali.

Dove dormire a Ostuni

Assolutamente consigliata è l’agenzia Typney. Il mio appartamento fedelmente ristrutturato con cura, seguendo le caratteristiche tipiche dell’architettura locale, si trova nel cuore pulsante della città vecchia, e gode di una seducente terrazza sui tetti. Qualità/prezzo assolutamente vantaggiosa.

 

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