Maruggio, costa tarantina, Puglia
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Una Lente a Maruggio: un angolo di Paradiso tra natura, storia e buon cibo

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Si conclude il mio breve viaggio on the road attraverso la Puglia. Dopo la visita delle bellissime città di Ostuni e Lecce, il tour termina con l’ultima tappa, Maruggio, sull’incantevole costa della provincia di Taranto. Meno conosciuta dal turismo di massa – ma non per questo scarsamente frequentata – vi porterò alla scoperta di un affascinante territorio.

Dalle pendici delle Murge Tarantine si raggiunge un’oasi naturalistica d’eccezione, dove dune di sabbia fine e candida incontrano un mare cristallino dalle molteplici sfumature. Un contesto paesaggistico davvero sorprendente, tra distese di olivi secolari, vigneti, trulli e natura incontaminata, dove nei secoli si sono alternate e succedute civiltà che hanno lasciato il segno indelebile del loro passaggio.

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Il bellissimo mare della costa tarantina (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

Come raggiungere Maruggio

In questa ultima destinazione, ho dovuto mio malgrado abbandonare il proposito di viaggio slow e sostenibile, perché spostarsi a Maruggio senza mezzi propri è difficoltoso. Partendo dalla stazione ferroviaria di Lecce si arriva a Manduria, che costituisce la fermata più vicina. Il viaggio ha una durata di circa 1 ora e 30 minuti. Da Manduria consiglio di noleggiare un’auto, che sarà essenziale per gli spostamenti lungo la costa. Le bellissime ed inviolate spiagge distano da Maruggio approssimativamente 2 km.

Cenni storici e curiosità

Maruggio è un delizioso borgo sulla costa ionica ricco di storia e di fascino, recentemente inserito anche nel circuito dei borghi più belli di Italia. Il piccolo ma curato centro storico, conserva un concentrato di stiliarchitettonici, che ne evidenziano il passaggio di varie epoche. Numerosi ritrovamenti, fanno ipotizzare che l’area sia stata abitata fin dal neolitico. Durante la colonizzazione greca che determinò nel 706 a.C. la fondazione di Taranto, l’area di Maruggio era considerata la terra di confine tra la popolazione indigena dei Messapi, ed i possedimenti magno-greci.

Anche la civiltà romana ha lasciato traccia del suo passaggio. A questo proposito in località Capo dell’Ovo , si possono ancora ammirare vasche scavate nello scoglio per la raccolta del sale. Sono inoltre visibili i resti di un edificio, la cui pavimentazione composta da laterizi rettangolari disposti a lisca di pesce, indicano il classico stile romanico opus spicatum.

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Scorcio nel centro di Maruggio (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

A seguito della caduta dell’Impero Romano tra l’VIII ed il IX secolo d.C., i casali che popolavano le campagne, furono letteralmente distrutti dalle continue invasioni arabe. Maruggio, fu ufficialmente fondato tra l’870 e 963 dal governatore bizantino Niceforo II Foca. Data la sua  posizione riparata e strategica, gli abitanti potevano con anticipo studiare le mosse dei saraceni, proteggendosi anche dagli attacchi di quest’ultimi provenienti dal mare. La cittadina di Maruggio era al tempo delimitata da una roccaforte che la rendeva inespugnabile, ed è per questo motivo che è anche conosciuta con il nome di “Terra Murata”. La difesa era altresì resa inattaccabile grazie alla presenza oltre che del Castello, di torri di avvistamento posizionate sulla costa: Torre Ovo, Torre delle Moline e Torre Borraco. Queste ultime hanno egregiamente resistito al logorio del tempo, e sono tutt’oggi pressoché integre.

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Il centro storico di Maruggio (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

Divenuto in seguito feudo della famiglia Cateniano, Maruggio passò nel 1130 nelle mani dei De Marrese. Sopraggiunsero anche i Templari che dopo aver ottenuto una mansione all’interno del feudo, contribuirono al risanamento del territorio paludoso limitrofo, sviluppando così l’attività di estrazione del sale. Soppressi i Templari i loro beni furono destinati ai Giovanniti, conosciuti come i Cavalieri di Malta. Questi ultimi diedero un fiorente contributo allo sviluppo del paese, sia dal punto di vista economico che architettonico, governando continuativamente dal 1317 al 1819, anno in cui Maruggio divenne comune autonomo.

Cosa vedere a Maruggio

Sebbene le vicine ed incantevoli spiagge costituiscano l’attrattiva principale della zona, il raccolto borgo di Maruggio è indubbiamente meritevole di una visita. Il grazioso e preservato centro storico, è articolato in un groviglio di stretti e tortuosi vicoli lastricati, che conducono a caratteristici anfratti. Spiccano la calce bianca e la tradizionale pietra leccese, che caratterizzano sia le seducenti stradine che gli edifici, crocevia di popoli e custodi di un passato affascinante e  misterioso.

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La Torre dell’orologio a Maruggio (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

Torre dell’Orologio

Arrivando in Piazza del Popolo, punto nevralgico del paese, si distingue nelle immediate vicinanze la Torre dell’Orologio datata 1855. Concepita inizialmente come orologio cittadino, subì gravi danneggiamenti durante le due guerre mondiali. Nel corso del tempo le amministrazioni apportarono diverse ristrutturazioni, dotando la torre anche di due campane. Fu però solo in epoca fascista che l’allora podestà Cosimo Massafra, decise di trasformare la torre in un monumento ai caduti, dando disposizione di realizzare lapidi commemorative. Furono riportati i nomi dei caduti in guerra e realizzate scene di combattimenti, oltre a  bassorilievi ed altorilievi. Predomina su tutti l’altorilievo che riproduce un elmo coronato di alloro, ed un soldato ferito sostenuto da una stampella, nell’atto di inchinarsi dinnanzi ad un giovane balilla.

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Palazzo dei Commendatori – Maruggio (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

Palazzo dei Commendatori

Tenendo il monumento alle spalle si intravede un gradevole arco, che una volta superato, apre la visuale sul Palazzo dei Commendatori, conosciuto anche come Castello dei Cavalieri di Malta. Si tratta del più grande edificio storico di Maruggio oltre che uno dei più antichi. L’imponente struttura risalente al 1368 e costruita per volere dei Cavalieri di Malta, si estende fino a Piazza del Popolo ed è addossata a quelle che un tempo erano le mura di cinta. L’edificio è disposto su due piani, ed ospitava al piano terreno il frantoio ed i magazzini. Le stanze private erano invece al primo piano. All’interno del cortile spiccava una cappella votiva dedicata alla Madonna della Visitazione. Sulle facciate sono visibili ancora oggi numerosi stemmi, che riconducono all’Ordine dei Cavalieri di Malta.

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La facciata della Chiesa Matrice della Natività di Santa Maria Vergine a Maruggio (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

Chiesa Matrice della Natività di Santa Maria Vergine

Percorrendo Via Umberto I, ci troveremo presto davanti alla Chiesa Matrice della Natività di Santa Maria Vergine. Edificata intorno al 1105 sui resti di una preesistente chiesa di epoca bizantina, si deve la sua realizzazione sorprendentemente all’Ordine dei Templari. A quel tempo infatti con l’ascesa dei Normanni, Maruggio e l’area circostante, furono concesse all’Ordine dei Templari dal Principe di Antiochia Beomondo. Nel 1500 l’Ordine elesse la cittadina Commenda Magistrale. Nello specifico era il luogo in cui si concentravano tutti i beni degli ex Cavalieri di Malta e dei Giovannini di Terra d’Otranto, direttamente amministrati dal Gran Maestro dell’Ordine che qui vi risiedeva.

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La navata principale della Chiesa Matrice della Natività di Santa Maria Vergine a Maruggio (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

La chiesa ha una pianta basilicale, con tre navate divise da colonne con capitelli lavorati e di pregio, su cui a loro volta poggiano archi a tutto sesto. A seguito del terremoto del 20 novembre 1743, l’edificio riportò numerosi danni strutturali. Si rese quindi necessario apportare delle modifiche, come la sostituzione del rosone con una finestra in stile barocco. Il portale invece perse purtroppo la sua identità cinquecentesca.

Uscendo dalla chiesa soffermatevi al numero civico n. 81, che si trova in posizione frontale. Sulla facciata dell’antico edificio in angolo, si nota un’incisione data 1744. Guardando con attenzione, si scopre che sul lato che volge su Via Regina Elena, è ben evidente una colonna. Si tratta degli unici resti ancora visibili dell’antica Cappella della Misericordia, costruita per volere del Commendatore del tempo, Costantino Chigi.

Palazzo Caniglia

Mantenendo la direzione si arriva a Palazzo Caniglia, un bell’edificio signorile del XVII secolo oggi adibito a Biblioteca Comunale e pertanto visitabile gratuitamente. La facciata presenta balconi lavorati in stile locale, ed al suo interno si ammirano volte a stella salentine. Confinante al palazzo c’è un piccolo giardino che custodisce tracce delle vecchie mura di cinta. Attualmente vi si svolgono eventi estivi di carattere sia culturale che teatrale.

Chiesa di San Giovanni Battista Penitente

A breve distanza da Palazzo Caniglia giungiamo alla Chiesa di San Giovanni Battista Penitente. Nei pressi di questo edificio ormai sconsacrato ed in disuso, sorgeva nel XVII secolo un ospedale che accoglieva pellegrini e malati. La chiesa fu in seguito adibita ad ospedale che ospitava feriti ed infètti (come il colera), provenienti dalla “Terra Santa”. Nel XIX secolo fu ufficialmente chiusa al culto e successivamente ceduta a privati. Al centro della facciata sopra la finestra architravata e balconata, sono ancora oggi visibili tre stemmi dei Cavalieri dell’Ordine di Malta. Dal 2016 l’edificio è di proprietà del Comune di Maruggio, con il progetto di trasformarlo nel Museo Multimediale dell’Ordine di Malta.

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Il chiostro della Ex Chiesa di Santa Maria delle Grazie ed ex Convento dei Frati minori osservanti a Maruggio (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

Comune di Maruggio

Tornando a ritroso verso Piazza del Popolo ed incamminandosi lungo Via Vittorio Emanuele III, si raggiunge la sede dell’attuale Comune di Maruggio. Un tempo l’edificio era la Chiesa di Santa Maria delle Grazie ed ex Convento dei Frati minori osservanti. Nato come anticipato, come luogo di culto e dedicato a Santa Maria delle Grazie, risale al 1514. Fu costruito dall’architetto Santoro de Roma de Hostunio, su commissione di Girolamo de Jannuzzo di Maruggio. Si tratta a tutti gli effetti, della prima chiesa edificata fuori le mura di Maruggio. Di particolare pregio è il chiostro formato da un quadriportico. E’ arricchito da 28 lunette, all’interno delle quali si possono ammirare affreschi seicenteschi, alcuni dei quali raffiguranti la vita dei francescani.

Cosa vedere nei dintorni di Maruggio

Sarà sufficiente allontanarsi di poco dal paese, per scoprire immense vallate di olivi secolari e vigneti, che si estendono a perdita d’occhio facendo bella mostra di sé. Ad una più attenta osservazione scorgerete spesso che tra i filari e i contorti ed affascinanti tronchi di olivi, si celano vere e proprie opere d’arte, i trulli. La zona di Maruggio ed i territori limitrofi, costituiscono la seconda area pugliese (la prima è la Valle d’Itria), più interessata dalla presenza di queste incredibili costruzioni. Di particolare interesse, è inoltre la presenza delle tipiche pajare maruggesi. Sono strutture dalla conformazione simile ai trulli, con la differenza che il tetto è spiovente e realizzato con fasci di sparto.

Manduria e il Calvario

Data la vicinanza suggerisco una sosta a Manduria, con il suo caratteristico centro storico e l’importante e conosciuto monumento, il Calvario. Si tratta di un’opera unica nel suo genere, la cui costruzione iniziale si presume risalga al 1800, per merito di alcuni sacerdoti liquorini. Il monumento fu in seguito ampliato ed arricchito dal laico Giuseppe Renato Greco. Ci vollero ben quaranta anni per completarlo. L’opera è realizzata sottoforma di mosaico mediante l’impiego di conchiglie, cocci di ceramica, vetri colorati e pietre, e riproduce alcune scene della Passione di Cristo.

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Il Calvario di Manduria (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

Cantina Produttori di Manduria

Il territorio di Manduria è altresì noto per la produzione dell’apprezzato vino. Tra i tanti, il più conosciuto è senz’altro il Primitivo di Manduria. Per gli appassionati di enologia, una tappa obbligata è la visita con degustazione alla Cantina Produttori di Manduria. La Cantina che affonda le sue origini fin dal 1928 punta sul concetto della sostenibilità. Il visitatore è accolto all’interno di una struttura d’epoca egregiamente recuperata, che conserva tutto il fascino e la storia del suo vissuto, anche mediante l’esposizione di bellissimi oggetti evocativi del passato. L’azienda ospita al suo interno anche il Museo della Civiltà del Vino Primitivo.

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I bellissimi vigneti nei dintorni di Maruggio (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

Personalmente ho particolarmente apprezzato l’offerta e la varietà della cantina. La produzione è di qualità, e, aspetto non trascurabile, i costi sono contenuti. Le mie personali preferenze si sono concentrate su Lirica per i rossi, Aka per i rosati, e Santa Gemma Chardonnay per i bianchi.

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Spiaggia di Marina di Pulsano (Taranto) (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

Le più belle spiagge nei dintorni 

Come anticipato, le spiagge nei dintorni di Maruggio sono di rara ed incontaminata bellezza, e c’è letteralmente l’imbarazzo della scelta. Essendo molto popolate soprattutto dal turismo interno, trovare parcheggio non sarà impresa semplice, ma l’acqua turchese e la sabbia soffice, sapranno ampiamente ripagare ogni sforzo messo in atto per raggiungerle.

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Le Dune di Campomarino di Maruggio (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

Campomarino costituisce sicuramente il tratto di costa più vicino a Maruggio, ed ospita il meraviglioso ed esclusivo Parco delle dune di Campomarino di Maruggio. E’ una riserva naturalistica incontaminata che si estende per 41 ettari, dove l’habitat è stato perfettamente preservato. L’origine di questa incredibile eredità naturale, è collocabile tra i 7500 ed i 3300 anni fa. Si ritiene che le dune di Campomarino, siano una tra le meglio conservate in Italia. Lungo l’incantevole tratto di costa, l’accesso al mare è consentito tramite seducenti passaggi pedonali in legno che conducono a spiagge libere. Il mare si presenta come un vero e variopinto spettacolo della natura, nelle tonalità più disparate dell’azzurro. E’ uno scenario cromatico talmente idilliaco, da sembrare quasi innaturale. Per gli amanti della comodità, esistono anche spiagge attrezzate con tutti i comfort.

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Stabilimento Balneare Tuareg a Campomarino (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

L’eccezionale concentrazione di meravigliosi lidi, dove lasciarsi pigramente accarezzare dalle onde del cristallino mare pugliese, rende complicato il compito stilare un elenco delle spiagge più belle. In questa incantevole area, la natura regala una visuale mozzafiato su insenature riparate e distese di spiaggia, intervallate da candide dune e tratti rocciosi, inserite in un contesto vergine di macchia mediterranea. Percorrendo la costa in direzione Taranto, le spiagge sicuramente da visitare sono Torre Ovo, Marina di Lizzano e Marina di Pulsano.

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La bellissima costa tarantina (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

Da Campomarino proseguendo in direzione opposta per Porto Cesareo, troviamo la Riserva Naturale della foce del Fiume Chidro. La particolarità di questo luogo è dato dalla presenza del fiume Chidro. Si tratta di un torrente che scorre sotterraneo per circa 10 km, e che risale in superficie proprio all’interno della riserva naturale. Le limpide e fresche acque – con temperatura che si aggira tra i 18/20° – prima di riversarsi sul Mar Ionio, seguono un percorso di circa 500 metri. Lungo il cammino formano  tre conche naturali all’interno della spiaggia di San Pietro in Bevagna. 

Altra spiaggia che merita sicuramente di essere visitata, è a mio avviso la Salina dei Monaci. Come il nome stesso suggerisce, la spiaggia si trova in prossimità della salina omonima ormai in disuso. Grazie al suo straordinario ecosistema, oltre al mare limpido e la sabbia fine, vanta per gli appassionati di birdwatching, la presenza di numerosi uccelli migratori, non ultimi i maestosi fenicotteri. Trovandovi in zona, non perdete l’occasione per spingervi fino alla vicina Spiaggia della Torre di Colimena, in prossimità della meravigliosa Torre di Colimena, un tempo l’antica tonnara. Il nome Colimena evoca alla memoria la straordinaria fabbrica del tonno, che in questa specifica area pesca e processa l’eccellente materia prima.

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Spiagge salentine (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

Dove mangiare a Maruggio e dintorni

Vineria Casa Ciù

Sebbene Maruggio si trovi in prossimità della costa, oltre a mangiare pesce squisito, anche in questa area geografica la carne gioca un ruolo di rilievo. Se siete alla ricerca di un luogo carino e centrale, fermatevi da Vineria Casa Ciù. Il locale è curato, ed offre la deliziosa possibilità di sedersi intorno a botti trasformate per l’occasione in tavolini. E’ particolarmente indicato per un aperitivo o per gustare ottimi taglieri di salumi e formaggi, oltre che deliziose friselle, bruschette e le immancabili pucce. La carta dei vini e degli alcolici, è molto curata ed ampia.

Osteria del Vico

Per gustare una cena davvero soddisfacente, recatevi da Osteria del Vico. Posto in pieno centro storico in un riparato slargo, si presenta come una vera e propria osteria, semplice e gradevole. Lo spazio esterno è accogliente ed arredato con tavolini dalla mise en place curata. Sono presenti numerose lucine appese, che regalano un’atmosfera intima. Fiore all’occhiello dell’osteria, oltre lo staff estremamente cordiale ed attento, è indubbiamente il menu. I piatti tipici della tradizione sono gustosi e realizzati con materie prime di qualità. L’offerta è varia, con proposte sia di mare che di terra.

Alcune lavorazioni sono rivisitate e ben eseguite, tanto da non sembrare un classico menù da osteria, ma di categoria superiore. Da provare il polpo arrosto su purè di patate e cipolle caramellate, gli strozzapreti alla casereccia, la carne alla pignata, e la sensazionale grigliata mista di pesce. La carta dei vini è contenuta ma adeguata, ed anche il vino della casa è molto valido. Il rapporto qualità/prezzo è indubbiamente ottimo.

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Ristorante Masseria Pepe, Maruggio (TA) (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

Masseria Pepe

Non potremmo definirla una vera vacanza in Puglia, se mancasse all’appello una cena all’interno di una caratteristica e bellissima masseria. La mia scelta è ricaduta su Masseria Pepe. Si tratta di un’imponente struttura recentemente ristrutturata a breve distanza da Maruggio, immersa in un contesto naturalistico dove si respira l’essenza più genuina della Puglia. All’interno della masseria predominano la calce bianca e gli infissi azzurri, uniti alla sempre bellissima ed onnipresente pietra leccese. Il ristorante dispone di un ampio quanto scenografico porticato in pietra, per pasteggiare all’aperto.

La cucina della Masseria Pepe merita un plauso, anche in virtù del fatto che sia lo staff che la Chef sono tutti molto giovani, ma decisamente preparati e competenti. Il filetto di maiale cucinato a bassa temperatura con verdure, si è rivelato il mio preferito in assoluto. Carta dei vini adeguata e con interessanti etichette. Il rapporto qualità/prezzo è davvero concorrenziale.

Barhouse Pit-Bull

Per sorseggiare un ottimo drink dopo cena ascoltando buona musica, suggerisco di recarvi presso Barhouse Pit-Bull. Si trova nel cuore di Maruggio. Lungo il vicolo che porta all’interno del bar, sono disposti con cura tavolini e puff per rilassarsi all’aperto, godendo della bella ambientazione storica. I cocktails sono eseguiti a regola d’arte e serviti da uno staff davvero premuroso, con una mascotte d’eccezione: il bellissimo e buonissimo cane dei proprietari. Il rapporto qualità/prezzo è particolarmente conveniente.

Dove dormire a Maruggio

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Casa vacanze Le Dune a Maruggio (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

Per gli amanti delle vacanze indipendenti Casa Vacanza Le Dune è la scelta perfetta. La struttura di recentissima ristrutturazione, si trova nella parte storica di Maruggio con ampi parcheggi gratuiti. L’appartamento è spazioso e curato, con arredamento in stile contemporaneo, ed è inoltre fornito di ogni comfort per rendere il soggiorno piacevole ed autonomo. Il delizioso terrazzo dotato di tavolo e divanetto, è il luogo ideale dove trascorrere una serata con visuale sui tetti maruggesi. Annalisa e la sua famiglia sono perfetti padroni di casa. Grazie alla sua fine creatività e manualità, ha arricchito l’appartamento con particolari ed ecclettici elementi di arredo fatti a mano, che lo rendono unico.

3 commenti

  • Isabella C

    Ciao, non ti conosco ma il tuo post è molto bello, mi piacciono molto le foto della chiesa, il carretto e la muraglia, gli uliveti da mia sorella in Grecia e anche le distese di sabbia sono belle lo stesso.
    Chissà forse un giorno ci andrò anche io in puglia. Grazie mille per averlo condiviso.

    Un caro saluto isabella

    • Una Lente in Viaggio

      Ciao e grazie mille per i tuoi commenti di apprezzamento e per aver dedicato del tempo al mio blog 😊 sono molto contenta che ti sia piaciuto. Se avrai occasione, la Puglia è sicuramente una regione da visitare! A presto ☺️

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