ponte del diavolo, ponte della maddalena, borgo a mozzano, lucchesia, toscana, leggenda
Curiosità,  Dove Mangiare,  Italia,  Toscana,  Travel

Borgo a Mozzano e la leggenda del Ponte del Diavolo

Views: 15

La Lucchesia è un territorio della Toscana che vanta numerosi turisti in ogni periodo dell’anno. Sono molti coloro che visitandola, si soffermano nella Valle del Serchio per ammirare il rinomato Ponte della Maddalena, da tutti conosciuto come il Ponte del Diavolo. Senza ombra di dubbio, questo imponente e particolare ponte in pietra, posto in località di Borgo a Mozzano, desta la curiosità di tutti coloro che lo visitano.

Borgo a Mozzano, l’incantevole borgo medievale della Valle del Serchio

Continuando a leggere scoprirete inoltre che tutta l’area circostante Borgo a Mozzano, conserva una serie di seducenti attrattive, che meritano di essere conosciute. Se siete alla ricerca di un’idea dove trascorrere un weekend in Toscana all’insegna della storia, tra natura e buon cibo, siete sicuramente nel posto giusto.

Cenni storici e curiosità

Come anticipato, questa ridente e contenuta cittadina di circa 7000 abitanti, è perlopiù conosciuta per la presenza del rinomato Ponte del Diavolo. Visitandola però, vi accorgerete di quanto sia altrettanto ricca di storia. Borgo a Mozzano come testimonia un  documento datato 879, era conosciuto come Mozanus, e faceva riferimento non solo al borgo in questione, ma anche ai piccoli paesi circostanti.

La storia di Borgo a Mozzano è in epoca medievale, strettamente collegata alla casata dei Suffredinghi. Questi ultimi nel 925 circa, erano considerati tra i nobili feudatari più in vista del tempo. Furono inoltre i signori di numerosi territori, tra cui la Rocca di Mozzano ed Anchiano.

Nel 1562 Borgo a Mozzano divenne capoluogo di vicariato. Questo evento diede inizio alla formazione sia del comune che della parrocchia. Tra il 1615 ed il 1616 il Comune fu definitivamente fondato.

Nel 1799 le truppe francesi occupano Lucca stabilendo così la fine della Repubblica, così come a Borgo a Mozzano. Successivamente furono aboliti anche i vicariati, ed il territorio fu suddiviso in tre cantoni. Il Serchio con capitale Lucca, il cantone del litorale, la cui capitale era Viareggio, ed infine quello degli Appennini, con capitale Borgo a Mozzano, appunto.

Nel 1808 anche i cantoni vennero aboliti, e si formarono così le municipalità e le prefetture. Prima dell’annessione al Regno d’Italia nel 1860, Borgo a Mozzano divenne nel 1847 dominio del Granducato di Toscana.

Data la sua posizione strategica, è presto divenuto un punto nevralgico sia dal punto di vista socio-economico che militare. Non a caso tra l’altro, sulla vetta del Monte Bargiglio posto sempre nel comune di Borgo a Mozzano, si trovano i resti di una torre d’avvistamento chiamata “l’occhio di Lucca“. Da questa particolare posizione infatti, si riusciva a controllare il territorio della Media Valle del Serchio, ed anche una parte della Garfagnana. Nello specifico le località di Lucca, Bagni di Lucca, Brancoli e Castiglione Garfagnana.

Si racconta che la torre avesse anche un’altra interessante funzione. Grazie ad un sistema ben studiato di specchi, che sfruttava l’illuminazione diurna e negli orari notturni si avvaleva invece dell’accensione di fuochi, era possibile inviare segnali luminosi nel centro di Lucca.

Il borgo è altresì noto per la Linea Gotica. Si tratta di un imponente sbarramento difensivo ad opera dell’esercito tedesco, realizzato durante la seconda guerra mondiale.

borgo a mozzano, convento san francesco, valle del serchio
Il chiostro del Convento di San Francesco (Photo Credit: Di Matteo700 – Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=88909589)

Cosa vedere a Borgo a Mozzano

Date le ridotte dimensioni, il grazioso centro storico è facilmente visitabile a piedi, e conserva uno stile medievale perfettamente preservato. Oltre al già menzionato Ponte della Maddalena, di cui parleremo approfonditamente più avanti, essendo stato capoluogo di vicariato, Borgo a Mozzano è ricco di luoghi di culto.

Chiesa di San Rocco

Tra le numerose chiese presenti, c’è senz’altro la Chiesa di San Rocco, edificata dove un tempo sorgeva l’oratorio di San Sebastiano. Nel 1527 quest’ultimo venne intitolato a San Rocco e San Sebastiano. Successivamente tra il 1606 ed il 1627, furono iniziate le opere di ampliamento del Coro. Solo nel 1760 sarà costruita la nuova chiesa con il suo oratorio così come la vediamo oggi.

Guardando la facciata in stile neoclassico, spicca il bassorilievo in marmo del portone raffigurante San Rocco. L’interno in stile barocco presenta una pianta a croce latina, ed ospita ben sei altari, di cui quattro sono eseguiti a stucco. Sono presenti inoltre numerose opere dell’artista Luigi Ademollo.

Chiesa del Santissimo Crocifisso

Consigliata è anche una sosta alla Chiesa del Santissimo Crocifisso. Al suo interno si può ammirare un Crocifisso risalente al XVI secolo. Tradizione vuole che gli sia attribuito il miracolo, di aver salvato la popolazione dalla terribile peste che si abbatté nel 1630. La ristrutturazione della facciata, dove si notano un timpano triangolare e due lesene, sono stati condotti a spese dell’architetto Luigi Pellegrini, da tutti conosciuto come Il Perugino.

Convento di San Francesco

Edificato su un colle che domina Borgo a Mozzano, si trova il bellissimo Convento di San Francesco, costruito nel 1523 da un gruppo di Osservanti Minori di San Francesco. Oltre che godere di una splendida vista panoramica e di una interessante chiesa, di particolare pregio è l’ampio chiostro. Quest’ultimo è delimitato da un porticato, le cui arcate sono dipinte da Domenico Manfredi e ritraggono scene di vita di San Francesco. La cisterna d’acqua posta centralmente risale al 1551, ed è opera di Raffaello di Controni.

Museo della Memoria

Particolarmente interessante è il Museo della Memoria posto nel centro cittadino. Di recente realizzazione, inaugurato infatti nel 1995, è suddiviso in due settori distinti. Il primo settore ospita una vasta raccolta di reperti bellici, oltre a documenti originali risalenti al periodo in cui la Linea Gotica fu costruita. Il Comitato per il Recupero e la Valorizzazione delle fortificazioni della Linea Gotica, organizza peraltro una serie di visite e percorsi sul territorio, alla scoperta di bunker, piazzole di tiro e gallerie.

Il secondo settore, raccoglie invece una cospicua esposizione di reperti archeologici, che documentano la storia e l’evoluzione socio-storica e culturale della Valle del Serchio. Si trovano oggetti di varie epoche, a partire dalla preistoria fino alla civiltà etrusca, ligure e romana. Il reperto più importante consiste indubbiamente nella tomba ligure rinvenuta a Piano della Rocca, comprensivo del corredo funebre.

Il museo è generalmente aperto dal martedì al venerdì negli orari 9;30-12;30, ma, previo contatto telefonico con la Pro-loco di Borgo a Mozzano, è possibile concordare un’apertura straordinaria. L’ingresso è ad offerta libera.  

Il Ponte della Maddalena, conosciuto come “Ponte del Diavolo”

Il rinomato Ponte del Diavolo è sicuramente il monumento simbolo di Borgo a Mozzano. Costruito intorno al secolo XI per volere della Contessa Matilda di Canossa, è uno splendido esempio di ponte medievale costruito a schiena di asino. Tale definizione deve il nome alla sua particolare caratteristica, di possedere un profilo che vagamente ricorda appunto la schiena di un asino.

ponte del diavolo, ponte della maddalena, halloween, weekend in Toscana
La pendenza vista dalla schiena d’asino del Ponte del Diavolo a Borgo a Mozzano, provincia di Lucca (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

Ad una più attenta osservazione infatti, si presenta con un arco a tutto sesto più ampio rispetto agli altri. Lo scopo della singolare realizzazione, era di riuscire ad attraversare il corso del fiume in sicurezza. Tutto questo implica un elevato aumento di altezza nella curvatura centrale del ponte, e di conseguenza, una forte e ripida inclinazione delle rampe. Il Ponte della Maddalena presenta nello specifico un’arcata di 36,80 mt.

Il ponte ha subito dei gravi danneggiamenti nel 1836, che furono però successivamente restaurati. Nei primi anni del 1900, fu inoltre modificato uno degli archi inferiori per consentire il passaggio della ferrovia.

La leggenda del Ponte del Diavolo

Avvolto da un affascinante alone di mistero, la realizzazione del ponte ha nei secoli generato anche una serie di dicerie e leggende, che lo rendono oggi a tutti gli effetti una vera e propria attrazione turistica.

Sono due le leggende più conosciute che lo riguardano. La prima diceria narra di un capomastro disperato, perché il ponte risultava ancora incompiuto e la scadenza per portare a termine la sua costruzione era imminente. Si racconta che una notte il diavolo si manifestò al capomastro, offrendo il suo aiuto per ultimare la costruzione del ponte in una sola notte. In cambio però, avrebbe preteso l’anima del primo malcapitato che lo avesse attraversato. L’uomo quindi, per rispettare i tempi imposti alla sua realizzazione e non vedendo altre alternative possibili, acconsentì allo sciagurato compromesso.

Il capomastro nel frattempo, colto dal rimorso dell’accordo stipulato con satana, si recò dal sacerdote del paese per raccontargli l’accaduto. Il prete appreso quanto stava per accadere, escogitò di comune accordo con il capomastro uno scaltro espediente. Alle prime luci dell’alba avrebbe fatto percorrere il ponte da un maiale. I due si incamminarono quindi in prossimità del ponte e misero in atto il piano.

Il diavolo accortosi che qualcuno stava attraversando il ponte si avventò sullo sventurato. Solo in un secondo momento si accorse però dell’imbroglio. Fu così che per la rabbia si gettò nelle acque del fiume Serchio, per non fare mai più ritorno in superficie.

La seconda leggenda, riporta invece che il ponte sia opera di San Giuliano. Anche quest’ultimo, non riuscendo a realizzare l’arco centrale più alto, chiese a satana di aiutarlo nell’impresa. Come nel primo caso, anche questa volta il diavolo pretese di impossessarsi dell’anima di chi avesse attraversato per primo il ponte. San Giuliano quindi, una volta che il ponte fu ultimato, attirò sul ponte un cane e lanciandogli un pezzo di focaccia, lo fece attraversare. Il Diavolo che era già appostato, si avventò sul cane. Scoperto però l’inganno scagliò con una tale violenza il cane a terra, che si formò un buco sul ponte appena costruito.

ponte della maddalena, visit tuscany, miti e leggende, cosa vedere a borgo a mozzano
Vista del Ponte della Maddalena, detto il Ponte del Diavolo a Borgo a Mozzano (Photo Credit: Una Lente in Viaggio)

Cosa vedere nei dintorni di Borgo a Mozzano

La Torre del Bargiglio – l’occhio di Lucca

Per gli amanti della natura, l’area di Borgo a Mozzano regala piacevoli percorsi per scoprire il seducente paesaggio. Ad onore del vero, molti di questi consistono soprattutto in passeggiate. A questo proposito è bene specificare che non sono necessarie particolare attrezzature e/o preparazioni atletiche, bastano semplicemente scarpe comode. Il primo itinerario consigliato è la già menzionata vetta del monte Bargiglio con la sua torre omonima.

La cima è raggiungibile in circa 30 minuti di camminata, un’ora quindi tra andata e ritorno.  Arrivando in auto fino al Romitorio di San Bartolomeo (luogo che merita anch’esso una sosta), potrete parcheggiare e quindi incamminarvi lungo i sentieri segnalati, godendo del magnifico panorama naturale offerto dalle Alpi Apuane. Arrivando all’antica torre, l’occhio di Lucca, sarete accompagnati mediante una pedana, alla visita del territorio seguendo le indicazioni segnalate da apposita segnaletica.

La Linea Gotica di Borgo a Mozzano

Impossibile recarsi a Borgo Mozzano, senza percorrere l’incredibile Linea Gotica. Presso il Museo della Memoria, potrete organizzare l’escursione alla scoperta dei bunker, della fortificazione stessa e molto altro.

La Pieve di Santa Maria a Diecimo, frazione di Borgo a Mozzano

In località Diecimo, si può ammirare la splendida Pieve di Santa Maria. Si tratta di un edificio costruito all’inizio del XII secolo per volere della Contessa Matilda di Canossa. L’interno presenta tre ampie navate con un grande abside semicircolare. Grossi blocchi calcarei finemente decorati, impreziosiscono la linea sobria e regolare dell’edificio.

La bellissima torre campanaria è di ispirazione lombardo-lucchese, e le sue merlature sono state successivamente aggiunte in epoca ottocentesca. Sono visibili anche resti di arredo scultoreo risalenti al XIII secolo. Tra questi si trovano un bassorilievo rappresentante il profeta Isaia, un capitello con delle aquile, e due leoni stilofori con la loro preda. Di particolare interesse è anche il fonte battesimale duecentesco, ed il sarcofago romano, oltre ad una lastra raffigurante un cavaliere con lo scudo, che i locali chiamano Re Pipino.

Il Ponte delle Catene a Fornoli, nel Comune di Bagni di Lucca

A soli 5 km da Borgo a Mozzano si raggiunge la località di Fornoli, per ammirare il Ponte delle Catene. Il progetto è opera del conosciuto architetto Lorenzo Nottolini, lo stesso che realizzò anche il magnifico acquedotto in stile neoclassico a Lucca. Il ponte fu edificato tra il 1844 ed il 1860, su commissione di Carlo Ludovico di Borbone, duca di Lucca. Si tratta di uno tra i più antichi ponti in ferro dell’Europa continentale tutt’ora esistenti.

Guardandolo, si capisce subito che si tratta di una realizzazione decisamente innovativa per il tempo. La struttura si basa su un complesso meccanismo sotterraneo, mediante il quale le catene visibili esternamente vengono tenute in sospensione. Lo stile classico si ritrova tuttavia nei due imponenti archi di trionfo, posti alle estremità del ponte.

ponte delle catene, toscana
Ponte delle Catene a Fornoli, provincia di Lucca (Photo Credit: Di Notafly – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=41613802)

Il teatrino di Vetriano, il prezioso tesoro nascosto della Valle del Serchio

Se amate il teatro, scoprirete che a circa 10 km da Borgo a Mozzano, esiste una piccola gemma storica nonché unica al mondo. Il mio consiglio è di dedicare una visita all’incredibile e minuscolo Teatrino di Vetriano (clicca qui per leggere l’articolo), nell’omonima località. Si tratta del più piccolo e storico teatrino pubblico al mondo, con una superficie di soli 71 mq.. Questo storico edificio risalente al 1890, è stato realizzato grazie alla tenacia degli abitanti di Vetriano e conserva dettagli storici assolutamente affascinanti, che lo hanno consacrato oltre che a numerose premiazioni, anche a comparire del libro dei record mondiali. Biglietto di ingresso € 5,00 su prenotazione.

Eventi a Borgo a Mozzano

Borgo a Mozzano è altresì conosciuto per ospitare una serie di eventi che richiamano numerosi turisti e visitatori. Tra i più conosciuti, ci sono indubbiamente la Festa Patronale della Madonna dei Ferri, la festa di Halloween e la conosciutissima Festa dell’azalea.

Festa Patronale della Madonna dei Ferri

Si tratta di un evento che si svolge la seconda domenica di luglio (nel 2023 avrà luogo il 9 luglio), ma con festeggiamenti più solenni con cadenza triennale. Ogni triennio l’evento prende il nome di “triennale” o “festone”. E’ una festa molto sentita che coinvolge attivamente tutti gli abitanti.

Festa di Halloween

Da oltre un decennio Borgo a Mozzano trasforma le vie della sua cittadina in uno scenario misto tra il thriller e l’horror.  Nella serata di Halloween, vengono narrate le numerose leggende del territorio che si tramandano da secoli. La più conosciuta, è anche perfetta per l’occasione: è la leggenda di Lucida Mansi. La rappresentazione è particolarmente travolgente ed impressionante.

Nella fattispecie è messo in scena il momento in cui l’anima della donna, viene fatta teatralmente cadere dall’arcata maggiore del Ponte del Diavolo, per raffigurare la discesa agli inferi. Durante l’evento che ogni anno accoglie circa 40.000 visitatori, si succedono spettacoli di vario genere, oltre ad un corteo composto da sputafuoco e da demoni.

La Festa dell’azalea

Per gli appassionati di fiori, la Festa dell’azalea è un appuntamento assolutamente imperdibile. L’evento che si svolge a primavera, nasce intorno agli anni ’70 a seguito di un progetto agricolo, che vede coinvolta proprio la località di Borgo a Mozzano a partire fin dagli anni ’50. Fu proprio in quel periodo infatti, che il Centro Studi Shell Italia diede l’incarico ad un gruppo di agronomi di coltivare le azalee nel territorio. Pare che le particolari condizioni dell’area, risultassero ottimali per la crescita della pianta in questione.

Col passare degli anni, si è sviluppata tra gli abitanti una passione particolare per il rododendro, tanto da dare vita a vere e proprie coltivazioni professionali, riuscendo addirittura ad ottenere un marchio riconosciuto.

Durante la kermesse che solitamente si svolge in due giornate ed è ad ingresso gratuito, sono presenti allestimenti scenografici con più di 100 bancarelle. Sono inoltre allestiti spazi per incontri e convegni, oltre alla presenza di intrattenimento musicale e stand alimentari.

Dove mangiare a Borgo a Mozzano

Per un gustoso spuntino a base di un tagliere di salumi del territorio, o per un appetitoso primo piatto da gustare ai piedi dell’affascinante Ponte del Diavolo, consiglio Osteria del Diavolo. La posizione è davvero ideale per una sosta, ed insieme alla cucina genuina e casalinga costituiscono un requisito essenziale. Immancabile l’assaggio del delizioso pane realizzato con l’aggiunta di patate. Il rapporto qualità/prezzo buono.

Se desiderate invece gustare un pasto con calma assaporando la cucina del territorio, Osteria i Macelli è la scelta perfetta. La stuzzicante proposta del menu, saprà accontentare anche i palati più esigenti. La carne alla brace è sicuramente uno dei loro cavalli di battaglia. Tra i primi piatti invece, particolarmente gustosi sono i tordelli al ragù di scottona. Il rapporto qualità/prezzo è molto interessante.

18 commenti

  • Mariarita

    Sono appassionata di antiche leggende e racconti popolari per cui ho trovato molto interessante la storia legata al Ponte del Diavolo. Sicuramente andrò a visitarlo!

    • Daniela

      Ciao! Anche io sono appassionata di leggende, e cerco sempre di trovarne in ogni luogo che visito. Sono certa che non rimarrai delusa dal Ponte del Diavolo! 😊

  • Mimí

    Non conoscevo questo il Borgo di Mozzano, che trovo davvero delizioso con le mille cose da vedere! Splendida poi la leggenda del Ponte del Diavolo eil Festival dell´Azalea! Un motivo in piú per andarci

    • Daniela

      Ciao e grazie per essere passata da qui 😊 sì è davvero un piccolo quanto delizioso borgo, ti consiglio di visitarlo a primavera!

  • Libera

    Sapevo dell’esistenza di questo Ponte del Diavolo ma non l’ho ancora mai visto di persona. Al momento ho olltrepassato solo il suo omonimo Ponte del Diavolo, di Bobbio, parimenti suggestivo.

  • Sara Slovely.eu

    Questo ponte è davvero bellissimo! La cosa che mi stupisce, però, è il fatto che anche dalle nostre parti (parlo di Friuli e della Slovenia) ci sono ponti chiamati “del diavolo” che riportano la stessa identica leggenda (nel nostro caso si parla di un cane, non del maiale). Mi incuriosisce molto questa cosa… chissà come mai luoghi così lontani accomunati dalla stessa leggenda?

    • Daniela

      Ciao! 🙂 In effetti è bizzarra questa cosa. Mi verrebbe di ipotizzare che avendo tutti la stessa tipologia di struttura, siano dicerie che si sono tramandate tra i popoli, tra pellegrini, mercanti etc. 😊

  • La Zia Ro

    Girala come vuoi, la leggenda dice che qualcuno era in ritardo con i tempi di consegna dell’opera. Passano i secoli, ma queste cose continuano a succedere! 😀

  • La Kry

    Abbiamo visitato Borgo a Mozzano due volte: la prima per una giornata di relax attirati dalle leggende del misterioso ponte, la seconda per una caotica notte di Halloween. Entrambe le volte le aspettative sono state pienamente soddisfate: il pornte, il borgo, il cibo e i dintorni ci hanno letteralmente conquistato. Consigliattissimo.

    • Daniela

      Ciao e grazie per il commento! Mi fa molto piacere sapere che hai apprezzato sia le iniziative che la cucina di questo grazioso angolo di Toscana 🙂

  • Libera

    Ho visto più volte lo splendido Ponte del Diavolo (o Gobbo, che dir si voglia) di Bobbio e pur sapendo che ce n’è um altro in Toscana, non l’ho mai visto. Dovrò assolutamente rimediare.

  • Erika VitaminTrip

    In Italia ci sono diversi “Ponti del Diavolo” e mi affascinano da morire, soprattutto per le leggende che vi sono legate. Amo l’architettura perfetta di questi ponti e il modo in cui formano un cerchio perfetto quando si riflettono sulle acque sottostanti!

    • Daniela

      Anche a me affascinano molto questi ponti, ed è incredibile pensare che se ne trovino identici in diverse luoghi, anche oltre in confine italiano 🙂

  • Teresa Scarselli

    Da tempo vagheggio di visitare Borgo a Mozzano, essendo appassionata di piccoli borghi medioevali e poi naturalmente, per il caratteristico ponte a schiena d’asino. La prossima volta a Lucca farò piccola deviazione!

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

Salta al contenuto