
Teatrino di Vetriano, il più piccolo teatrino storico e pubblico del mondo
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Tra le splendide montagne della Valle del Serchioin Toscana, si trova un piccolo e caratteristico borgo che conta circa cento abitanti, dove il tempo sembra essersi magicamente fermato. Lungo una stretta via acciottolata percorribile solo a piedi, si arriva ad un delizioso edificio in pietra. La dicitura dipinta sulla facciata non lascia alcun dubbio, è il Teatrino di Vetriano, nell’omonima frazione di Vetriano in provincia di Lucca.
Una piccola gemma custodita nel cuore della Toscana
Si tratta del più piccolo e storico teatrino pubblico al mondo. Tale riconoscimento non si riferisce al numero dei posti a sedere, bensì ai suoi 71 mq. di parte storica, che risalgono al 1890. Come approfondiremo più avanti, il Teatrino di Vetriano è unico nel suo genere, tanto da aver ottenuto riconoscimenti da primato mondiale. Gli spazi sono talmente contenuti, che perfino il biglietto di ingresso viene acquistato all’esterno, attraverso una graziosa apertura a lunetta ricavata sulla facciata.

Teatrino di Vetriano: da semplice fienile a teatro storico riconosciuto a livello mondiale
Varcando la soglia della costruzione, oltre un’importante tenda color rosso cardinale, si scopre un inaspettato quanto affascinante teatro d’epoca in miniatura. Il complesso architettonico che ospita il Teatrino di Vetriano, nasce originariamente come fienile, al tempo di proprietà dell’Ingegnere Virgilio Biagini. Quest’ultimo donò l’edificio al paese di Vetriano, allo scopo che si realizzasse una sala riunioni. Successivamente, gli abitanti di Vetriano costituirono la “società paesana“, e la popolazione iniziò a riunirsi regolarmente al suo interno.
In occasione di uno dei tanti incontri, fu avanzata l’ipotesi di trasformare il fienile. Il progetto era di realizzare uno spazio, che avesse la funzione di luogo di aggregazione e partecipazione anche per i paesi limitrofi. Dopo numerose proposte, fu approvata l’idea di realizzare un teatro.
L’autotassazione a cui si deve la nascita del Teatrino di Vetriano
E’ così che nel 1890, diciotto abitanti di Vetriano tutt’altro che benestanti perché appartenenti alla classe contadina, decisero di autotassarsi. Un gesto davvero esemplare ed altruistico per l’intera comunità in quel periodo storico. I diciotto lungimiranti vetrianini stabilirono di comune accordo, di versare 2 lire una tantum per 50 centesimi al mese, raggiungendo così la somma complessiva di seimila lire. Tutto questo permise di dar vita al teatro che oggi possiamo ammirare.

La voglia di far funzionare questo progetto artistico era talmente forte, che gli abitanti furono disposti a fare anche lunghi ed estenuanti viaggi. Per riuscire a mettere in scena le rappresentazioni, c’era bisogno di noleggiare i costumi, ma questi erano reperibili solo a Firenze. Prima di ogni rappresentazione, i vetrianini si incamminavano a piedi attraverso una mulattiera, fino al vicino paese di Diecimo. Da qui salivano sul treno che prima li avrebbe condotti a Lucca, e successivamente alla destinazione finale nella città di Firenze. A spettacolo terminato, dovevano ovviamente ripetere il tragitto inverso per riconsegnare gli abiti. Un vero atto di eroica e ferrea determinazione!
Un teatrino storico da tutti conosciuto come “la bomboniera”
Visitando il Teatrino di Vetriano, si ha come l’impressione di aprire una finestra sul passato. Non stupisce apprendere che sia stato soprannominato “bomboniera“, perché si tratta a tutti gli effetti di un piccolo e prezioso contenitore, custode di un’immortale patrimonio storico ed artistico italiano.
Sebbene molti erroneamente lo ritengano tale, il teatrino non può essere definito teatro all’italiana. Essendo il risultato della trasformazione di un fienile, manca completamente della sala a ferro di cavallo. La pianta dell’edificio presenta una forma trapezoidale, e comprende il palcoscenico, la platea ed un doppio ordine di balconate.
Decorazioni, affreschi e molto altro
Le bellissime decorazioni affrescate che si trovano all’interno della sala, sono tutte originali e si dividono tra dipinti murali e su legno. I murali si possono identificare nella parte alta del soffitto, e sullo sfondo che delimita la parte storica in prossimità del palco. I dipinti su legno si riconoscono nelle quinte laterali, sulle parti orizzontali e nelle aree verticali più piccole delle balconate. Tutte le altre decorazioni presenti sulle balconate, sono invece realizzate in tela applicate sul legno.

Menzione speciale spetta al sipario, perfettamente preservato. La sua particolarità aldilà dell’indiscussa bellezza, è quella di aver mantenuto la tipicità storica di aprirsi verticalmente. In poche parole, la tela viene calata dall’alto verso il basso per chiuderlo, e viceversa, per aprirlo. Nei moderni teatri generalmente la chiusura ed apertura del sipario, avviene mediante l’utilizzo di tende di velluto rosso a scorrimento orizzontale. Da questo dettaglio viene spontaneo concludere, che forse non è affatto un caso che tutt’ora venga utilizzata l’espressione “alzare il sipario“.
Il Castello di Lerici
Si ritiene che i dipinti siano opera di due pittori. Purtroppo non è stato possibile risalire ai loro nomi, in quanto non sono state rinvenute firme attestanti la paternità dei lavori, ma è stato tuttavia possibile identificare la loro provenienza. Il primo pittore era con tutta probabilità originario di Bagni di Lucca, mentre il secondo di La Spezia. Per quanto riguarda il luogo d’origine di quest’ultimo, sarà sufficiente guardare il paesaggio ritratto al termine della parte storica del palcoscenico. Il castello raffigurato nel murale, è incredibilmente somigliante con quello che si trova in località Lerici, provincia di Spezia.

Le due balconate presenti sono realizzate in legno, e vi si accede esternamente attraverso una scala in pietra. Entrambe vengono aperte solo in occasione degli spettacoli. Il secondo ordine di balconata, è oggi destinato ai tecnici per il controllo luci, mentre il primo ordine, può essere fruito solo ed esclusivamente da un pubblico adulto. La motivazione di tale scelta, è data dal fatto che le balaustre sono molto basse, risulterebbero quindi pericolose per un bambino.
La platea ospita sedie fuori dall’ordinario
Sia sulle balaustre che in platea non si trovano le classiche poltroncine, ma bensì, delle panche staccate tra loro sulle balaustre, e sedie in stile toscano con la seduta impagliata, in platea. Date le ristrette dimensioni, il teatrino che oggi ospita un totale di 85 posti, in caso di utilizzo di poltroncine avrebbe potuto contenere solo 16 sedute in platea. Grazie invece all’impiego delle sedie, garantisce 60 posti a sedere nel parterre.
Questo espediente oltre al fattore spazio, è stato adottato anche per una ragione prettamente collegata alla ricostruzione storica. Il sentimento che accomuna coloro che hanno partecipato al progetto di recupero del teatrino, è stato fin da subito quello di preservarne il più possibile la sua storicità. L’utilizzo di sedie comuni da abitazione, vuole rievocare l’epoca in cui gli spettatori, erano soliti portarsi la sedia da casa per assistere agli spettacoli. Inoltre, tutte le sedute presenti, sono il frutto di donazioni e di una raccolta fondi particolarmente fortunata, tenutasi prima dell’inaugurazione post restauro del 28 settembre 2002.
La solidarietà dei negozianti di Via Fillungo
L’iniziativa a cui parteciparono la quasi totalità dei negozianti di Via Fillungo – la via principale di Lucca – prevedeva di esporre in ciascuna vetrina una sedia, accompagnata da un volantino. Quest’ultimo invitava gli abitanti a partecipare alla raccolta, adottando una sedia in favore del Teatrino di Vetriano. Chiunque avesse aderito, avrebbe ricevuto in segno di riconoscenza, una targa con il proprio nome installata sulla sedia in questione. Tra le numerose targhe, scoprirete anche un nominativo molto noto e del tutto inaspettato: Kennedy…sì, esattamente “quella” famiglia Kennedy!
Oltre la parte storica, c’è una moderna ed equipaggiata area contemporanea
La parte storica del Teatrino di Vetriano, comprende l’angolo biglietteria, l’ingresso, la platea ed il palco. Esiste anche un’area nuova annessa che è stata realizzata in tempi più recenti, e che permette al teatrino di poter continuare a vivere ed ospitare gli spettacoli. Nella fattispecie sono i servizi igienici all’ingresso, oltre una sezione allargata della biglietteria, dove viene servito un drink alla fine di ogni rappresentazione.
Grazie a nuove donazioni da parte di residenti oltre che sovvenzioni del FAI, è stato possibile sfruttare il seminterrato, riadattando delle preesistenti cantine. Si tratta della parte destinata agli artisti, e si compone di un salottino oltre una mini-sartoria, due camerini e due servizi igienici con doccia.

Un teatro da Guinness dei Primati…e molto altro!
Sebbene Il Teatrino di Vetriano si trovi in un luogo piuttosto nascosto, è molto conosciuto. Nel 1997 viene difatti certificato dal Guinness dei Primati, come il teatro storico pubblico più piccolo al mondo. Lo stesso anno, il teatrino viene acquistato dal FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano). La Fondazione si fa carico del restauro, restituendolo al pubblico in tutto il suo splendore.
Nel corso delle opere di recupero, le tele delle balconate furono scollate, risanate, e nuovamente ripristinate nella loro collocazione originale. Grazie a questo delicato processo conservativo, nel 2003 il Teatrino di Vetriano ha vinto il premio internazionale di architettura teatrale, insieme al rinomato e prestigioso Teatro la Fenice di Venezia.
Il Teatrino di Vetriano è multifunzionale!
Spettacoli, prose, concerti e matrimoni, tra artisti di fama internazionale e trasmissioni televisive
Il primo spettacolo messo in scena subito dopo l’inaugurazione di restauro, ebbe luogo il 29 settembre 2002. Era presente il celebre attore toscano Alessandro Benvenuti, con l’altrettanto conosciuta commedia “Benvenuti in casa Gori“.
Da allora si sono succeduti un lungo elenco di spettacoli e concerti, molti dei quali ad opera di compagnie amatoriali. Il Teatrino di Vetriano vanta peraltro una prestigiosa collaborazione con l’Accademia del Teatro della Scala di Milano, che ha allestito riduzioni d’opera – per ovvie ragioni di spazio – di Tosca, Butterfly, Bohème e Cavalleria Rusticana.
Non solo spettacoli dal vivo ma anche TV
Anche il piccolo schermo non è rimasto insensibile al fascino indiscusso del nostro meraviglioso Teatrino di Vetriano. L’emittente nazionale RAI così come Mediaset, hanno più volte dedicato alla bomboniera toscana, dei servizi televisivi in molteplici programmi. Perfino l’amato e preparatissimo Alberto Angela si è recato a Vetriano per visitarlo.
Ad oggi il teatrino ospita anche intimi quanto scenografici matrimoni, diventando così anche un’ambita e ricercata location per cerimonie nuziali.
Come visitare il Teatrino di Vetriano
Lo splendido Teatrino è aperto al pubblico previa prenotazione telefonica al numero Tel. +39 0583 358131, ed il costo del biglietto comprensivo di visita guidata è di soli € 5,00. La gentilissima e preparata signora Cristina, saprà fornire informazioni anche riguardanti il calendario dei concerti e degli spettacoli in programma.
E’ inoltre possibile visitare il sito in occasione delle aperture straordinarie delle giornate FAI. Troverete tutte le informazioni e le date, collegandovi direttamente al sito ufficiale della Fondazione.
Il Teatrino di Vetriano è un vero e proprio gioiello toscano, che merita assolutamente di essere visitato e scoperto, poiché ci ricorda che il motivo per il quale il nostro Paese è tra i più visitati al mondo, è per le bellezze che custodisce.







2 commenti
wwayne
“La voglia di far funzionare questo progetto artistico era talmente forte, che gli abitanti furono disposti a fare anche lunghi ed estenuanti viaggi. Per riuscire a mettere in scena le rappresentazioni, c’era bisogno di noleggiare i costumi, ma questi erano reperibili solo a Firenze. Prima di ogni rappresentazione, i vetrianini si incamminavano a piedi attraverso una mulattiera, fino al vicino paese di Diecimo. Da qui salivano sul treno che prima li avrebbe condotti a Lucca, e successivamente alla destinazione finale nella città di Firenze. A spettacolo terminato, dovevano ovviamente ripetere il tragitto inverso per riconsegnare gli abiti. Un vero atto di eroica e ferrea determinazione!”
Appena ho letto questo pezzo mi sono messo a piangere. Impossibile non commuoversi davanti a tanto amore per l’arte.
Una Lente in Viaggio
Carissimo Wayne grazie per il bel messaggio, sono davvero contenta che ti sia piaciuto al punto tale da emozionarti, ancora grazie!! Buona giornata 🙂