
Comfort food: il cibo dell’anima
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(Translation below) Ho sempre amato il cibo, in ogni sua forma e declinazione. Ritengo che cucinare sia un’arte sopraffina, che solo se eseguita col cuore, può dare risultati sopra la media.
Da quando ho iniziato a collaborare con i magazine, ho avuto occasione spesso di parlare e scrivere di cibo. Ho conosciuto Chef, ed ho visitato diversi ristoranti. Molti dei piatti che ho assaggiato erano deliziosi, altri, sebbene cucinati a regola d’arte, non arrivavano a toccare i giusti sensi.
Tutti possiamo cimentarci in cucina, ma lasciare il ricordo di un sapore, che ne evochi nostalgia al solo pensiero, è una capacità innata e riservata a pochi eletti.
E’ proprio questo il ruolo del “comfort food“, arrivare a toccare i sensi di chi assaggia una pietanza.
Non è un caso che molti dei piatti di cui ci innamoriamo, sono legati a ricordi d’infanzia, perché cucinati e preparati con amore e cura da qualcuno che amiamo. A mio avviso, il comfort food, è comunque collegato ad un particolare periodo felice della nostra vita.
Lo stesso vale per l’associazione inversa. Avete mai fatto caso, che alcuni piatti sono spesso evitati o a mangiati mal volentieri, perché ricordano episodi non graditi? A me è successo!
Le pietanze hanno quindi, questo potere: hanno una memoria. La memoria di una tradizione, di un’epoca storica, di un territorio specifico.
Sono convinta che il comfort food, abbia “poteri terapeutici”. Chissà quante volte, avete provato un senso di appagamento e pace, dopo aver assaggiato il vostro cibo preferito. Se non è terapeutico questo!
Il comfort food andrebbe istituzionalizzato.
Il mio piatto preferito ad esempio, sono le lasagne. Aldilà della bontà di questa pietanza (sfido chiunque a negarlo), mi ricorda la famiglia, e il calore della domenica seduti a tavola insieme. Tutto era sincronizzato come in una perfetta catena di montaggio: la nonna preparava la pasta fresca e la stendeva con cura. La mamma ai fornelli controllava la cottura del ragù e della besciamella. E poi c’ero io bambina, che da un angolo della cucina, incuriosita ed ammaliata da questa scena di normalità familiare, apprendevo inconsapevolmente cosa vuol dire cucinare col cuore, pregustando il momento dell’assaggio.
E voi, quale è il vostro comfort food del cuore?
Comfort food: the food for the soul
I always loved food, in all its forms. I believe cooking is a fine art, which only if performed with heart, can give above average results.
Since I started collaborating with web magazines, I have often had the opportunity to talk and write about food. I met Chef, and I visited several restaurants. Many of dishes I tasted were delicious, others, although perfect cooked, did not reach the right senses.
We can all try to cook, but, be able to leave a memory of a flavor, which evokes nostalgia simply to thought, is an innate ability reserved for a select few.
This is the role of “comfort food”: touching the senses of those who taste a dish.
It is not a coincidence that many of the dishes we fall in love with, are linked to childhood memories, because they are cooked and prepared with love and care by someone we love. In my opinion, comfort food is however connected to a particular happy period of our life.
The same goes for reverse association. Have you ever noticed that some dishes are often avoided or eaten unwillingly, because they recall unwanted episodes? It happened to me!
Dishes have this power: they have the power of memory. The memory of a tradition, of a historical era, of a specific territory.
I am convinced that comfort food has something like “therapeutic powers”. Who knows how many times, you have experienced a sense of contentment and peace, after tasting your favorite food. This not therapeutic this?
Comfort food should be institutionalized.
My favorite dish for example, is lasagna. Beyond the goodness of this dish (I challenge anyone to deny it), it reminds me my family, and the heat of Sunday sitting at the table together. Everything was synchronized as in a perfect assembly line: my grandmother prepared the fresh pasta and spread it carefully. My mother in the kitchen, controlled the cooking of the ragù and the bechamel. And then me, a little girl, who from a corner of the kitchen, intrigued and fascinated by this scene of familiar normality, was unknowingly learning what it means to cook with heart.
And you, what is your comfort food of heart?







5 commenti
Annalisa Spinosa
Il cibo ha dei poteri molto potenti. Rilassa, eccita, stanca, rallegra. Diventa un’occasione di convivialità oppure una consolazione alla tristezza. Tutto ruota attorno alla cucina e nella cucina tutto si riversa. Soprattutto i ricordi.
Daniela
Non avrei potuto trovare spiegazione migliore della tua, la penso esattamente allo stesso modo. Sicuramente il fatto di essere nati in una nazione che porta avanti una tradizione culinaria secolare e molto ben radicata, amplifica tutte le emozioni che hai così ben sintetizzato 😊
Elisa Ruggieri
Sai che hai proprio ragione? A casa mia, quando ero piccola, c’era una certa ripetizione settimanale nei cibi che mangiavamo, e questo insieme a determinati sapori ecc, mi ha permesso di associare cibi e ricordi ben specifici. Pensa che ogni venerdì mio padre comprava un chilo di gnocchi, che fossimo in 2, 3 o 4 a pranzo. Non sono riuscita a mangiare gnocchi per tantissimi anni, mentre la polenta o l’arrosto che erano i piatti della domenica, mi ricordano momenti belli in famiglia, anche insieme ai nonni che purtroppo non ci sono più.
Daniela
😂 capisco perfettamente l’avversione verso un determinato cibo! Sono molto contenta che che tu condivida il mio pensiero 😊 credo non esista niente di più “consolante” che assaporare qualcosa che ci faccia sentire vicino, chi purtroppo ci ha lasciati 🥰
Daniela
Ciao! 🙂 mi fa molto piacere che l’articolo ti sia piaciuto e che concordi con me circa le mie riflessioni sulla memoria del cibo e l’impatto emotivo che hanno su ciascuno di noi…quanto all’avversione per gli gnocchi ti capisco benissimo, anche io ho 2/3 alimenti tuttora “ostici” che nonostante il tempo trascorso non riesco proprio ad apprezzare! 😀